La parrocchia di Salce

C’è chi la definisce un semplice paese, una parrocchia o ancora una piccola frazione nella prima periferia di Belluno, ma per i suoi abitanti e per chi ci è passato almeno una volta, Salce è molto di più. Innanzitutto perché racchiude in sé non solo il paese di Salce vero e proprio, ma anche Col di Salce, Giamosa, San Fermo, Bettin, Canzan e chi più ne ha, più ne metta.

Inoltre si tratta di una località capace di raccontarsi attraverso la storia, di rappresentare diverse epoche, persone di ogni tempo e classe sociale.

Salce e Col, un po’ come ci indica il nome, si trovano a dominare due colli posti molto vicini, dirimpetto a quello ove sorgono invece Giamosa e Canzan. In questi luoghi, con i panorami che spaziano sull’intera Valbelluna, lasciare il cuore è fin troppo facile, e allora permetteteci di guidarvi lungo le nostre strade, le nostre radure, dalla piazza della fontana, ove sentiamo ancora i canti delle nonne e l’odore della cenere usata per lavare i panni, fino alle chiese, una per frazione, ricchi di tesori d’arte e di fede.

Ogni angolo di questi nostri piccoli borghi lascia in chi vi passa un sentimento innato, che difficilmente può essere dimenticato: le case coloniche, oggi ristrutturate, che hanno preso nuova vita, e le corti nuovamente abitate dalle voci dei bambini.

Come dimenticare poi i sentieri che ci portano giù, fino a sentire il gorgoglio del nostro Piave, il fiume che più di ogni altro ci regala dolci momenti di sereno riposo, ma anche la paura delle sue urla, come quella notte di ottobre in cui sembrava voler render giustizia a tutti i costi. 

Salce, quindi, questo nostro piccolo paesino, forse non sarà disegnato sulle mappe o ricordato tra le pagine delle guide turistiche, ma senz’altro lascerà il segno nella memoria di chiunque voglia venirci a trovare!